LO STRESS E L’APPARATO GASTROINTESTINALE

IMG_20170823_111612.pngOggi ci soffermeremo in particolare su quest’ultimo, anche in considerazione della grande diffusione dei disturbi gastrointestinali nella società moderna, in conseguenza dello stile di vita sempre più frenetico e stressante.
Ricordiamo prima brevemente come è strutturato l’apparato gastrointestinale e quali funzioni hanno le sue varie parti.
Stress e disturbi della digestione
Quando viene alterata una qualunque di queste fasi, si ha uno squilibrio che può provocare disturbi di vario genere, che possono interessare uno o più distretti dell’apparato digerente.
Generalmente i disturbi che ricorrono con più frequenza sono le infiammazioni della mucosa della bocca, la presenza di aria nello stomaco o nell’intestino (meteorismo), con flatulenza ed eruttazioni, l’acidità di stomaco, i rigurgiti acidi, la pesantezza gastrica o addirittura il dolore a carico dello stomaco, definito genericamente col termine di gastrite; se invece il dolore o gli spasmi interessano il colon, questo disturbo viene definito col nome di colite o di colon irritabile.
Questi problemi vengono accentuati dallo stress, quando esso risulti eccessivo, in quanto le funzioni digestive sono regolate dal sistema neurovegetativo, che è molto sensibile alle stimolazioni psichiche. Le reazioni psicosomatiche dell’apparato digerente sono espressione di uno stato di sofferenza emotiva e sono causate molto spesso da attività lavorative frenetiche, che non permettono il giusto tempo per il riposo, o da forti emozioni. Lo stress digestivo può essere causato anche da sbalzi di temperatura bruschi o da viaggi lunghi e faticosi, cioè quando il nostro organismo si deve adattare in tempi brevi a nuove situazioni.
Gastrite, Afte, Ulcera
Le afte sono piccole lesioni del cavo orale e si presentano sotto forma di vescicole molto dolorose e fastidiose, di cui non si conosce la causa scatenante: è probabile che intervengano diversi fattori, come una certa predisposizione genetica (specie per le afte ricorrenti), piccoli traumi, ingestione di certi alimenti, e naturalmente lo stress psicologico.
Per quanto riguarda le infiammazioni della mucosa gastrica è noto che lo stress interviene in modo spesso massiccio nel favorire la gastrite (escludendo i casi di gastrite o ulcera causati da Elicobacter pilori), o nell’accentuarne i sintomi, che sono tipicamente difficoltà digestive, acidità, pesantezza allo stomaco, talvolta anche nausea e vomito, dolori addominali crampiformi continui, stipsi o diarrea dovute all’arrivo del cibo indigerito nell’intestino. La gastrite cronica dunque, e una certa quota di casi di ulcera, colpisce spesso persone emotive e soggette a stress.
La Colite
La sindrome del colon irritabile si presenta al di fuori di qualunque lesione organica, parassitaria o infiammatoria, e va perciò distinta dalle coliti vere e proprie (come rettocoliti, coliti ulcerose) che richiedono trattamenti specifici.
La sindrome del colon irritabile è una sindrome funzionale caratterizzata da dolori addominali, stipsi alternata a diarrea, ad andamento cronico o ricorrente, con dolori di tipo spastico localizzati all’addome, accompagnati talvolta da disturbi dispeptici quali nausea, senso di ripienezza e meteorismo.
Questa sindrome è di chiara origine psicosomatica ed è molto legata allo stato ansioso del soggetto: è un vero e proprio campanello di allarme lanciato dal colon, quella parte dell’intestino particolarmente sensibile alla vita frenetica, allo stress e ad un’alimentazione sbagliata.
Non esistono dimostrazioni che un rigido regime dietetico abbia un ruolo determinante nel trattamento del colon irritabile, ma è bene evitare quei cibi che sono normalmente mal tollerati; nella variante con stipsi è bene ricorrere ad una dieta ricca di fibre delicate, come ad esempio quelle contenute nell’Avena, invece che quelle del Frumento, un po’ più irritanti.
Da tutto questo si evince che questi disturbi sono delle vere e proprie somatizzazioni delle nostre ansie, dello stress continuo a cui andiamo incontro con la vita moderna e che vale la pena talvolta di soffermarsi per “ascoltare” il nostro corpo che ci sta chiedendo aiuto e, se possibile, cercare di aiutarlo con trattamenti il più possibile delicati e che non abbiano controindicazioni, poiché bisogna tenere conto del fatto che questi trattamenti sono spesso sintomatici e vanno ripetuti nel tempo, posto che i disturbi che vanno a trattare dipendono molto dal nostro carattere, che è molto difficile cambiare!
Il trattamento Shiatsu dell’addome

AMPUKU

E’ una tecnica di massaggio degli organi interni di origine giapponese, potente ed estremamente efficace, risalente al 1830. Agisce sui sistemi nervoso-viscerale, linfatico-sanguigno e meridiani-energetici, ristabilendo immediato equilibrio e rimuovendo problematiche relative agli organi interni.

Questa tecnica consiste nell’effettuare non il massaggio sull’addome, bensì pressioni statiche e prolungate che durano dai tre ai sette secondi su ogni punto.

Ricordiamo che lo shiatsu all’addome è uno dei trattamenti migliori, non solo per l’addome, ma anche per lo stress e per l’ansia. Lo shiatsu all’addome aiuta moltissimo anche nei trattamenti di lombalgie e dolori alla colonna.

Il Maestro di Medicina Orientale Toudou Yoshimasu disse: 

” l’addome (hara) è la fonte dell’energia (ki). Tutte le malattie traggono origine dall’addome, perciò la diagnosi addominale permette di diagnosticare tutte le malattie”

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